Luoghi d'interesse a Trieste

piazza unità d'italia

Piazza Unità d'Italia

Un vanto per i triestini, questa è la più grande piazza che affaccia sul mare in Europa.
Lungo Piazza Unità d'Italia, da sinistra verso destra, si possono vedere il Palazzo della Luogotenenza austriaca sede della Prefettura, il Palazzo Stratti sede del celebre Caffè degli Specchi, seguiti dal Palazzo Modello ovvero la sede del Municipio di Trieste e da Palazzo Pitteri (il più antico della piazza). Concludono il panorama l’albergo in Palazzo Vanoli e il Palazzo della Regione, a chiudere una splendida cornice al centro di Trieste.
molo audace trieste

Molo Audace

Questo molo prende il nome dalla prima nave, l'Audace, che riuscì ad entrare nel porto di Trieste dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Fu anche il momento dell’annessione all’Italia per la città.
Sul molo è presente una rosa dei venti in bronzo, una scultura simbolica dato che è stata ottenuta dalla fusione di una nave austriaca affondata dalla Marina Italiana.
Oggi al molo attraccano imbarcazioni di passaggio, ed è piuttosto rinomato come luogo di passeggio, una passerella sul mare che fa parte di una passeggiata sulle rive vicine alla piazza Unità d'Italia.
Castello di Miramare

Castello di Miramare

Definito da Giosuè Carducci un "nido d’amore costruito in vano", il Castello di Miramare dell’omonima poesia fu voluto, infatti, nel 1850 dall’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo come sua dimora insieme alla moglie Carlotta del Belgio.
Un bellissimo castello che affaccia sul mare, con ampi spazi verdi in cui l’Arciduca poteva dedicarsi alle sue passioni del mare e della botanica.
Miramare non divenne mai il rifugio amoroso della coppia, dato che Massimiliano venne fucilato in Messico e Carlotta, disperata dopo la perdita, visse per qualche anno in un annesso castelletto, fino a quando si trasferì di nuovo in Belgio.
Il palazzo dona ai visitatori uno stile eclettico che unisce elementi gotici, rinascimentali e medievali in modo suggestivo. Al piano terra si trovano gli appartamenti di Carlotta e Massimiliano, rimasti quasi uguali al periodo dell'edificazione, mentre al primo piano si trovano gli appartamenti degli ospiti, modificati quando Amedeo D’Aosta nel 1930 prese possesso del Castello.
L’immenso parco di Miramare è ora uno dei luoghi preferiti dai triestini che lo usano per fare passeggiate, correre, prendere il sole con il bel tempo. Si può arrivare a Miramare attraverso il lungomare di Barcola, che dal centro storico porta al Castello.
faro della vittoria trieste

Il Faro della Vittoria

Un monumento patriottico, il Faro della Vittoria, ma anche un ottimo luogo da cui guardare Trieste. Si può prendere una nuova prospettiva dal faro, che ancora oggi rappresenta un utilissimo strumento per la navigazione nell’Adriatico.

Costruito nel 1923, durante il periodo fascista, il faro commemora i marinai italiani caduti durante la Prima Guerra Mondiale e mostra nelle decorazioni simboliche e retoriche la celebrazione la vittoria italiana contro l’Impero Austro-Ungarico. Sul basamento, infatti, si trova l’iscrizione creata da Gabriele D’Annunzio Splendi e ricorda i caduti sul mare.

Il faro è stato costruito nel luogo dove sorgeva una fortezza austriaca e si trova un ancora fissata nella pietra istriana, derivata dalla nave Audace, il primo cacciatorpediniere ad entrare nel porto di Trieste liberata.
All’ingresso del faro si possono vedere due proiettili della corazzata Austro-ungarica Viribus Unitis affondata dalla Marina Italiana, la cui catena dell’ancora circondo l’aiuola alla base del faro.
La Vittoria Alata, è la statua in alto che dai suoi sette metri di altezza impugna una corona d’alloro nella destra e una fiaccola nella sinistra. Per proteggerla dal forte vento di Bora, è stata progettata dotata di un meccanismo interno che le fa sbattere impercettibilmente le ali, in modo da assorbire le raffiche di vento. Sotto la statua si trova il faro, ancora oggi il più potente dell’Adriatico.

Il Tram di Opicina

Da 110 anni attivo, e ora momentaneamente fuori servizio, il Tram di Opicina o de Opcina (come lo chiamano i triestini), passa per il centro di Trieste e si arrampica sulle alture del Carso (fino a 348 metri) per sovrastare la città giuliana.
Il viaggio inizia da Piazza Oberdan, in modo lento e rilassante, anche se dopo la salita comincia ad essere più movimentato come paesaggio, mostrando diversi punti panoramici lungo il tragitto.
Attraversa la parte più verde di Trieste, e consigliamo di scendere prima del capolinea di Opicina per godere del panorama dell’Adriatico visto dall’alto.
La fermata dell’Obelisco è perfetta per chi vuole passeggiare lungo la Via Napoleonica, una strada panoramica che dista 4 km dal Santuario Mariano - ribattezzato formaggio per la sua bizzarra forma.
Gli ultimi tratti in salita possono essere faticosi, ma in alto vi aspettano le tante Osmizze, trattorie con pochi tavoli, spartane, dove i contadini cucinano i piatti locali e vendono il vino prodotto da loro. Quelle aperte le riconoscete dalla frasca appesa all’ingresso!
grotta gigante trieste

La Grotta Gigante

La natura ha creato questa meraviglia in 10 milioni di anni, anche se da solo poco più di un secolo gli uomini hanno avuto la possibilità di visitare la Grotta. Scoperta per caso nel 1890, nel 1908 ha aperto le porte ai primi visitatori.
Ancora oggi si entra da una porta naturale e si comincia a scendere fino alla Grande Galleria, posta a circa 80 metri di profondità, formata da un unico, spettacolare vano.
Qui ci si trova a 98,50 metri di altezza, con 167,60 di lunghezza e 76,30 di larghezza.
Nella sala si trovano rocce colorate da infinite sfumature: stalagmiti, stalattiti e colate di carbonato di calcio depositato dall’acqua piovana nei secoli.
La stalagmite più imponente è la Colonna Ruggero, alta 12 metri, mentre al centro della caverna si trova la stazione di ricerca geofisica dell’Università degli Studi di Trieste. Qui si studiano i movimenti della crosta terrestre.
Quando si risale lungo il Sentiero Carlo Finocchiaro, si può raggiungere un Belvedere a 95 metri d’altezza da cui si gode una vista straordinaria.
Risiera di San Sabba

Risiera di San Sabba

Passando da Trieste, è fondamentale visitare la Risiera di San Sabba. Questo stabilimento per la pilatura del riso dal 1913 al 1943, dopo l’8 settembre (armistizio) fu trasformato dai nazisti in un campo di prigionia per la deportazione e l’eliminazione con le armi o il forno crematorio di ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei.
Più di 3.500 persone furono uccise e 8.000 deportate, da qui, nei campi di sterminio del Nord Europa. La ciminiera e il forno furono fatti saltare dai nazisti nel tentativo di nascondere i crimini di guerra, ma la loro presenza è stata testimoniata dai sopravvissuti.
Oggi, una targa metallica si trova dove si trovava il forno allora.
La Risiera è un Museo in cui le sezioni ricordano la terribile funzione di questo luogo: la Cella della morte, le micro-celle, dove le persone venivano stipate come animali, la Sala delle Croci. Sui muri restano le scritte sbiadite ma molte testimonianze sono presenti nella Sala delle Commemorazioni e in quella del Museo.
Lungomare di Barcola

Lungomare di Barcola

Un'amata passeggiata estiva e invernale dei triestini, il lungomare di Barcola è stato sempre apprezzato, e non da poco: fin dall’epoca romana era presente come Vallicula, Piccola Valle.
Nel I secolo a.C. qui fu costruita una villa romana tra le più importanti della regione, composta da ambienti termali, strutture per il mare, una palestra, un ninfeo, e giardini che si estendevano su tutti i 200 metri della costa occupati dalla villa. Dall'area archeologica sono stati rinvenuti preziosi mosaici e decorazioni, tra cui la celebre statua in marmo di un atleta.
Per i secoli successivi il lungomare fu abitato dai pescatori, finché che la zona divenne sede di molte ville di prestigio dei triestini.

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